Jenny Nyström è stata la prima persona in Svezia a diventare un'illustratrice di libri per bambini, nonché la pittrice più produttiva di tutto lo stato.
Oltre ad essere una famosa pittrice e illustratrice di libri per bambini, Jenny Nyström è anche la madre del tomte del Natale svedese (una figura folkloristica simile a uno gnomo).
Jenny nacque nel 1854 a Kalmar, in Svezia, e si trasferì a Gotherburg all'età di otto anni. Lì iniziò una scuola d'arte e frequentò l'Accademia Reale Svedese delle Arti a Stoccolma, per poi proseguire gli studi a Parigi.
Come ha fatto Jenny Nyström a creare la cartolina di Natale?
Jenny cercò di convincere un editore svedese a iniziare a realizzare delle cartoline, perché aveva notato quanto andassero di moda durante il suo soggiorno a Parigi, ma all'epoca non ci riuscì. Tuttavia, creò alcuni disegni per una storia per bambini intitolata Lille Viggs äventyr på julafton ("Le avventure della notte di Natale del piccolo Vigg").
L'autore, Viktor Rydberg, notò i suoi disegni e nel 1871 il suo libro fu pubblicato con le illustrazioni di Jenny e da allora è diventato un racconto natalizio molto amato dagli svedesi. Questo progetto portò Jenny a condurre una ricerca sulla figura folkloristica del tomte.
Il tomte svedese ha l'aspetto di uno gnomo, con una lunga veste, un cappello di lana e una barba folta. La parola "tomte" deriva da "tomt" che può significare "appezzamento di terreno", o letteralmente "uomo della casa". Il tomte è un gran lavoratore che si prende cura degli animali, dei bambini e della casa. L'unica cosa che chiede in cambio è un piatto di porridge. È un tipo dispettoso e con un bel caratterino, quindi se nota comportamenti spiacevoli, non ci pensa due volte a gettare la casa nel caos!
Le illustrazioni dei tomte di Rydberg, più simili agli elfi di Babbo Natale, associavano la versione svedese di Babbo Natale agli gnomi del folklore scandinavo. In seguito, i tomte sono apparsi in molte cartoline natalizie e la loro figura continua a essere usata in design creativi, meme e cartoni animati.
via GIPHY, di Aleksandra Strzelichowska, 2022. da n ' 'Julkort, brevkort' di Nyström, Jenny (1854-1946) - 1970 - Museo di Malmö, Svezia - CC BY
A cosa si è ispirata Jenny Nyström?
Nel 1911, Jenny ottenne un contratto per illustrare dei biglietti d'auguri per una casa editrice. Il contratto prevedeva la realizzazione di numerose illustrazioni ogni mese. Questo le permise di farsi pubblicità.
La carriera di Jenny come illustratrice è stata, se non proprio ispirata, sostenuta e motivata dalla necessità di mantenere la sua famiglia. Suo marito Daniel si ammalò di tubercolosi e non riuscì a terminare gli studi per diventare medico. Per sostenere lui e il figlio Curt, Jenny è diventata un'artista e un'imprenditrice.
Molte delle sue illustrazioni ritraggono bambini che vivono una vita idilliaca che ricorda la sua stessa infanzia, con immagini piene di gioia e fantasia.
Jenny ha parlato della sua ispirazione in questo modo: “ Illustro soprattutto libri per bambini probabilmente perché li ho sempre amati e ho sempre voluto mostrare loro qualcosa di bello di questa terra, baciata dal sole a est e illuminata dalla luna a ovest, un’aspetto meraviglioso della Svezia che mi è rimasta impressa nella mente sin dall'infanzia trascorsa a Kalmar ".
Perché Jenny Nyström dipingeva ritratti?
Le illustrazioni di Jenny non erano solo incentrate sul Natale o su un'infanzia spensierata. La pittrice aveva una formazione in Belle Arti e realizzava anche opere più classiche e tradizionali.
Disegnava ritratti, anche di soggetti infermi. Era un tema molto diffuso nell'arte visiva a cavallo del XX secolo e si rispecchiava anche nella vita di Jenny, per via della malattia del marito. Daniel infatti morì nel 1927.
All'epoca, si assisteva all'ascesa e al rifiuto di quella che veniva chiamata la "Nuova Donna", ovvero una donna emancipata, senza obblighi e decadente. Si pensa che la diffusione di quadri che raffiguravano la convalescenza fosse un tentativo di restituire alle donne in carriera il posto che spettava loro in casa, viste sia come figure deboli ma idealizzate, sia come balie premurose.
La pittura della convalescenza per Jenny segue uno stile classico-accademico, pieno di simboli religiosi, di morte e stereotipi femminili. Dal momento che il pubblico del Salon era interessato a "soggetti strappalacrime, quella di Jenny era la rappresentazione di una prospettiva personale o un tentativo (riuscito) di attingere alla moda dell'epoca grazie alle sue sorprendenti abilità tecniche?" È interessante notare che il suo Studio per il convalescente è più spontaneo, meno idealizzato e più realistico.
Jenny Nyström è una donna esemplare, dal talento artistico e che ha dimostrato anche un grande fiuto per gli affari, prestando la sua abile mano per la realizzazione di opere da mettere in vendita per mantenere la sua famiglia.